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Giuseppe Lippi
Orrore e fantastico nell'esperienza editoriale italiana
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L’immaginazione è, secondo un’opinione generalmente accettata, il livello più alto della conoscenza. Che ne è allora quando l’immaginario si materializza nel fantastico e nella narrazione fantastica? Che relazione si istituisce tra letteratura fantastica e esperienza della realtà? Che relazione è possibile tra il racconto fantastico, fantascientifico e fantapolitico e il “discorso” storico. In altri termini: il fantastico può “fare storia”? La risposta è sì, perché, piaccia o non piaccia, anche la storia è un racconto (un “mithos”) è la costruzione di mondi virtuali sfuggiti alla nostra diretta esperienza, custoditi nella memoria e resi vivi, dall’immaginazione e comunicati attraverso la forza che le emozioni danno al loro racconto. Per questo ogni storia è indisgiungibile dalla sua narrazione e nasce e si istituisce nel momento stesso del suo racconto. Per questo la Storia non la fanno gli uomini, la fanno gli storici che raccontano i miti delle nostre remote origini e di ogni evento umano che essi rappresentano con la tecnica della loro scrittura: la storio-grafia. Al pari del romanzo storico, anche il racconto fantastico offre la rappresentazione di azioni ed emozioni umane e, in questo senso, “fa storia” da raccontare. In questo saggio, Giuseppe Lippi, offre una rassegna dell’esperienza editoriale italiana di questo genere letterario e ne scopre le origini in un ambito appartato, una zona d’ombre: “la provincia gotica”.
racconto - Rmius Botero
Nilano 23 luglio 2039
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Dopo il successo mondiale dell’EXPO 2015, Milano ha conquistato definitivamente il primato di città del lusso, della moda, del gusto e del design. È un faro di civiltà che illumina il mondo. Alberini, la sua città la conosce bene, la ama profondamente e sa metterla a profitto in tutto il suo splendore; la vive davvero e ci aiuta a conoscerla.
Abdourahman A. Waberi
Ecco il nuovo polo dello sviluppo mondiale
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È Asmara la capitale federale degli Stati Uniti d’ Africa. Una città ricca di grattaceli, crocevia di popoli e nazioni e condannata a un fantastico sviluppo planetario. È il volto del mondo nuovo e dell’emergenza del continente più ricco del pianeta. Il miraggio di ricchezza, benessere,democrazia, spinge le torme dei diseredati (europei, americani, asiatici) verso le spiagge africane sulle quali i clandestini sbarcano in massa.
Ippolito Nievo
Per il 150° anniversario
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Qual è la straordinaria scoperta che permette di conoscere il futuro? Io ho osservato che i giardinieri, procurando alle piante una vicenda artificiale e prematura di stagioni, ottengono delle fioriture anticipate. Le rose sbocciate nel calor della serra a mezzo l’inverno raccontano coi loro profumi alle sorelline, addormentate ancora, la storia d’un anno che per queste è ancor da venire. Su per su gli uomini somigliano alle piante, e le piante agli uomini. Tutti siamo parenti nell’atto creativo universale e nella materia del lavoro. Perché non si potranno ottenere anche nel processo del pensiero umano delle fioriture anticipate? Che la filosofia e la chimica siano venute al mondo proprio per nulla? Io non ho mai creduto una tale bestialità. Mi consultai con Liebig, con Schelling, con Cagliostro e col professor Gorini: indi intrapresi quel fortunato esperimento che m’accingo a descrivervi. E così …
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