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Governorenzi1 - Il Manifesto del declino
I primi 131 giorni del Governo Renzi
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Gli annunci si susseguono a ritmo incalzante: una rifoma al mese (in Italia!). Cambia il lavoro, cambiano fisco casa e pensioni, cambia la RAI, cambiano le professioni, le famiglie, i tribunali, cambia la scuola e l’Università, il CNEL, la legge elettorale, il Senato, la Costituzione e … l’elenco non è finito. Si cambia anche l’Europa, “perché cambiare è il nostro stile di vita”, è stato detto ad Obama. L’epoca delle barzellette è finita e adesso,ora, si fa sul serio.
Editoriale – Roberto Moro
il Paese normale
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Per uscire dal coro e anticipare i tempi, la bonaccia, cominciamo a dire che un residuo di normalità, di pacatezza nei croceristi ancora è rimasto. È lì da vedere. Il 50% degli elettori ha disertato le urne. A leggerlo in positivo questo risultato della tornata elettorale (quello più significativo) è confortante. Sta a significare che esiste ancora libertà di giudizio, partecipazione (seppure al negativo), che il voto di scambio non ha trionfato, che vi è un senso di civile responsabilità e che la nave può contare su risorse vigili in grado di giudicare senza ricatti e consapevoli dell’inettitudine degli equipaggi e dei comandanti. Si riflette, si sta a vedere. Bollare di disaffezione verso la democrazia, parlare di censura verso il ceto politico, declamare ancora l’emergere dell’antipolitica esecrare il qualunquismo di chi si astiene, non solo è imbarazzante, è un errore di analisi e di prospettiva.
Dopo le dimissioni
Il 25 aprile può attendere
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Le dimissioni da presidente del consiglio rassegnate da Berlusconi hanno rinverdito, nel dibattito politico, le similitudini con il ciclo storico del regime mussoliniano e con le sue date salienti: esercizio rischioso e - come sempre avviene nei parallelismi storici - approssimativo e criticabile; nondimeno, a tirare in ballo il 25 aprile o il 25 luglio non sono stati solo i contestatori dell'ex premier, ma anche i suoi corifei. E il calco riguarda anche linguaggi, sistemi semantici, dispositivi narrativi presi a prestito dagli anni '40 e riutilizzati con poche variazioni: i deputati che, lasciando la maggioranza, hanno portato alla fatale quota di 308 i voti a disposizione di Berlusconi alla Camera, sono stati indicati come "traditori", "Giuda", infami" da parte dei giornali di famiglia e dei fedelissimi, e non è mancato chi - come Storace - ha invocato la "fucilazione alla schiena". Una giovane deputata del PDL si è apertamente paragonata a Claretta Petacci, giurando fedeltà eterna a Silvio, al quale "deve tutto". D'altra parte lo stesso Berlusconi ha fatto più volte riferimento in modo bonario al duce del fascismo: i due sarebbero accomunati dall'impossibilità d'imporre le proprie decisioni.

 

La festante piazza del Quirinale che sabato sera, fra canti e balli, ha accompagnato l'auto blu del dimissionario nel palazzo presidenziale si è attirata le critiche di Fabrizio Cicchitto, che l'ha paragonata in chiave negativa a "piazzale Loreto" e ha poi avvertito: "La sinistra non s'illuda di poter festeggiare un 25 aprile". Si succedono di ora in ora le dichiarazioni delle pasionarie, come l'immancabile Santanché la quale assicura che "il berlusconismo non sarà mai vinto", e la nipote di Mussolini che inveisce contro Fini, novello Ciano, artefice del primo serio smottamento di deputati dalla maggioranza nel 2010. Perfino nell'individuazione del nemico esterno il pattern sembra riprodursi: i "tecnocrati di Bruxelles" e il "complotto dei banchieri" per colpire vilmente Berlusconi attraverso la pressione dello spread sembrano l'adattamento delle sfuriate littorie contro le "plutocrazie massoniche". Allora come oggi, al servizio della macchinazione antinazionale ordita dalle élites finanziarie viene indicata una quinta colonna interna dei "disfattisti". Se il Paese - almeno a quanto appare nell'arena pubblica dei dichiaratori politici e dei commentatori - sembra intrappolato in questa coazione a ripetere gli schemi del passato, c'è da attendersi che la prossima battaglia berlusconiana si configuri come una riedizione di Salò? Nei confronti del nascente "governo tecnico" a guida Monti, il PDL sembra essersi diviso fra la tentazione del sabotaggio e quella dell'appoggio. Dopo convulse riunioni è giunto alla geniale sintesi delle due tendenze: garantire i voti in Parlamento ma attaccare i provvedimenti impopolari; associarsi a eventuali successi del professore bocconiano (preferibilmente intenstandoseli come frutto della propria linea politica), ma dissociarsi dalle misure "lacrime e sangue". E' una tattica che permette di dilatare i tempi dell'arrivo alle urne e di tentare una risalita della china nei sondaggi che, attualmente, danno poche possibilità di vittoria. Berlusconi assicura con un videomessaggio che "raddoppierà gli sforzi", nel giorno in cui centinaia di sostenitori manifestano a suo favore (per "lavare l'onta" della piazza contestatrice, dicono) e lo incoraggiano con cori da stadio a "rimanere in campo".

 

Non sembra esserci aria di smobilitazione e le forze per organizzare una ridotta sono certamente sufficienti: il berlusconismo non accetterà di uscire di scena con ignominia e sotto i fischi, convinto com'è di aver introdotto cambiamenti epocali nella storia italiana e di avere diritto al riconoscimento di grandi meriti nell'evoluzione del sistema politico verso un assetto bipolare e di democrazia dell'alternanza. C'è la rivendicazione di avere "modernizzato l'Italia", anche se il bilancio che i principali periodici stranieri tracciano dell'avventura berlusconiana è molto magro: il cavaliere, scrivono, lascia un'Italia del tutto simile a quella che aveva trovato 17 anni fa. Dalle promesse riforme istituzionali a quelle fiscali, dalla "sburocratizzazione" per mezzo della semplificazione normativa alle più volte annunciate liberalizzazioni, dalle "frustate" all'economia alla riforma del sistema giudiziario, ben poco - per non dire nulla - è stato realizzato. In parte quest'accusa viene rigettata dai sostenitori di Berlusconi, in parte accolta ma giustificata con le pastoie dei processi decisionali troppo lunghi e tortuosi (da imputare alla Costituzione "vecchia" e "cattocomunista"); con i periodi di crisi economica internazionale nei quali l'imprenditore milanese si è trovato ad operare; con il boicottaggio delle riforme da parte di "poteri forti", stampa ostile, sindacati, ex, post e neo "comunisti"; con i già ricordati "tradimenti" prima di Bossi (nella prima esperienza di governo), poi di Casini (nella seconda), poi di Fini (nella terza); e con la incessante "persecuzione giudiziaria" che ha consumato tempo, energie e soldi in un braccio di ferro estenuante e non ancora concluso. In ciascuno di questi rilievi può esserci una parte di vero, ma non abbastanza da rendere credibili le esagerazioni drammaturgiche per cui "non lo hanno mai lasciato lavorare": non si sfugge all'impressione che le ragioni principali dell'inazione governativa siano state una volontà d'innovazione molto più tiepida di quella proclamata e una strategia di realizzazione confusa. All'autorappresentazione trionfante nel racconto del "governo del fare", del suo incedere travolgente sull'onda del consenso popolare e della "più grande maggioranza parlamentare della storia della Repubblica", fa da contrappunto un raccolto assai magro, compendiato nelle nude statistiche economiche e nelle analisi sociologiche che mostrano un'Italia smarrita, debole, periferica e sfiduciata. Anche il roccioso successo elettorale del 2008 appare così a rischio di sbriciolarsi, con frane a catena che si arenano nell'astensionismo e in un'incertezza ondivaga, alla ricerca di un'alternativa.

 

La Salò berlusconiana sarà dunque l'estremo tentativo di ricompattare il fronte della destra sotto le insegne del "bipolarismo muscolare", di ricreare le condizioni perché fiorisca ancora una volta la febbre sognante del '94: qualcosa - mutatis mutandis - di non così lontano da quello che fu il clima di fine regime sulle rive del Garda, con il recupero dell'armamentario simbolico del fascismo nascente, dell'entusiasmo giovanile dei "primi tempi"; una palingenesi già invocata da chi chiede il ritorno alla denominazione "Forza Italia" e invoca la riconquista della scena mediatica e della piazza da parte di un Berlusconi non più ingessato e intrappolato da impegni istituzionali. L'uomo è vigoroso e indomito, ma forse è troppo - da parte dei suoi estimatori - pretendere che a 75 anni si scateni in nuovi "annunci dal predellino" e in massacranti tournées elettorali; anche nel suo entourage si dà per probabile che il prossimo candidato premier sarà un altro, purché di sicura e provata fede. Questo non significa che l'impronta del "Caimano" evaporerà facilmente dal clima civile e non esclude affatto colpi di coda, anche clamorosi, nei prossimi lunghi mesi. Per ora, il 25 aprile può attendere. 

 

Andrea Spanu

 

testi correlati al dossier
“storia istantanea: 25 luglio – 8 settembre  2011”

 

Storia istantanea - “professore ci salvi lei” [editoriale]
Roberto Moro – “La storia del Belpaese tra passato e futuro” [saggio]
Roberto Moro – “Mario Monti. La linea del Piave” [editoriale]
Dopo le dimissioni – “La lenta e apparente fine di un ciclo politico” [editoriale]
Tra 8 settembre e Caporetto – “Quel che l’Italia offre all’Europa, quel che l’Europa chiede all’Italia” [documento]
Roberto Moro – “Ma l’Italia è davvero un Belpaese?” [saggio]

Dall'Unione all'Italia
4 novembre 2011
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Questioni generali

Per favore consegnate una versione annotata della lettera che indichi, per ogni misura/impegno, se:
1) sia già in atto – se così, indicare lo stato di progresso della sua attuazione
2) sia già adottato dal parlamento ma non ancora approvato dal parlamento – se così, chiarire i tempi dell'approvazione parlamentare e della sua implementazione, o
3) sia un nuovo impegno – se così, procurare un concreto piano di azione per l'adozione e implementazione, inclusa la tempistica e il tipo di strumenti legali che il governo intende usare.
Per favore indicare inoltre, dove appropriato la stima di impatto sul bilancio di ogni misura/impegno e i mezzi per il suo finanziamento.

 

Sostenibilità delle finanze pubbliche

 

2) La lettera conferma l'impegno del governo al pianificato consolidimento delle finanze e riconosce la necessità di tempestive azioni correttive “se un deterioramento del ciclo economico conducesse a un peggioramento del deficit”. Noi comprendiamo questo come affermare che prossime misure di consolidamento saranno adottate nel momento in cui diventi visibile una deviazione dalla traiettoria fiscale intrapresa. Poiché stimiamo che nell'attuale contesto economico la strategia fiscale pianificata non garantisca il raggiungimento del pareggio di bilancio entro il 2013, misure addizionali saranno necessarie per raggiungere gli obiettivi per il 2012 e 2013. Le misure contingenti sono già ora pronte e, se così, che tipo di misure sono? Prenderanno la forma di ulteriori moderazioni della spesa, basate sul risultato di una completa revisione della spesa pubblica?
3) Potrebbe il governo precisare nel dettaglio il suo piano di privatizzazioni? Il governo sta considerando la vendità di quote delle grandi imprese statali? I 5 miliardi di Euro stimati all'anno per i prossimi tre anni tengono conto dei minori dividendi e dei maggiori costi di affitto (nolo) che sono attesi come risultato di queste transizioni?
4) Può il governo delineare il piano di reduzione del debito lordo che le autorità intendono lanciare dal 31 dicembre 2011, con l'assistenza del comitato ad-hoc di alto livello menzionato nella lettera? Quali misure sono state contemplate, oltre ai 5 miliardi di Euro all'anno di ricavo dalle privatizzazioni sopra citate?
5) Nella lettera, il governo descrive l'impatto dell'attuale legislazioni in tema di pensioni, inclusa la recente anticipazione della applicazione deicsa sul collegamento automatico dell'aspettativa di vita e della graduale equiparazione per le donne nel settore privato, che, con le proiezioni disponibili dell'aspettativa di vita, dovrebbe portare l'età di pensionamento prescitta dalla legge a quasi 67 anni nel 2026. Tuttavia, l'età di pensionamento per le donne nel settore privato rimarrà al di sotto di quella per gli uomini per molti anni a venire (contrariamente a quanto accadrà nel settore pubblico) Inoltre, le norme che regolano le pensioni di vecchiaia permetteranno ancora di ritirarsi a un'età relativamente giovane per i prossimi anni. Per affrontare queste carenze delle recenti riforme, il governo sta prevedendo misure quali un ulteriore restringimento dei criteri di eliggibilità alla pensione di vecchiai, se non una completa abolizione della stessa, e una più veloce transizione alla equiparazione di genere per le età di pensionamento?
6) La lettera reitera l'ambizione di introdurre il vincolo di pareggio di bilancio nella Costituzione, ma non c'è nessun riferimento alla legislazione secondaria richiesta per rendere questo vincolo operativo e consistente con il meccanismo di bilancio della UE. Quale è la tempistica pianificata per questa legislazione secondaria e come garantira di essere consistente con il nuovo schema di bilancio della UE? In particolare: il governa considera “l'approccio asimmetrico” nella gestione del ciclo (devizione dall'obiettivo di pareggio del bilancio permesso solo per il ridimensionamento) attualmente proposto nella recante modifica del disegno di legge per l'articolo 81 sul bilancio dello Stato per essere sempre in armonia con il soddisfacimento dei criteri UE sul debito e il raggiungimento del MTO? Ci sarà in questa circostanza un fondo di regolazione ("conto di controllo") per tener conto ex post dello slittamento con una chiara disposizione per compensare tali scostamenti accumulato entro un periodo di tempo specificato? É prevista una regola di spesa per sopperire a livello operativo alla richiesta del pareggio di bilancio? Come saranno implementati i requisiti di bilancio a livello di governo locale (subnazionale)? Quali meccanismi/istituzioni di controllo sono previsti? Su tutte queste questioni, prego notare che gli apparati di servizi della Commissione sono disponibili per provvedere assistenza tecnica.
7) Con la riforma delle imposte e dell'assistenza sociale, come intende il governo spostare il carico fiscale dal lavoro ai consumi e alla proprietà immobile? Il governo sta considerando di reintrodurre la tassa di proprietà sulla prima casa (ICI)?


Creare condizioni strutturali favorevoli alla crescita

 

fondi strutturali
8) Come intende l'Italia accellerare l'assorbimento dei fondi UE? In particolare, che misure sono previste per migliorare le capacità amministrative nelle regioni convergenti?
9) Come sta pianificando il governo l'aiuto alle regioni che hanno recentemente visto una sospensione dei fodni UE dovuta a scarsa implementazione?
10) Il governo sta pianificando di spendere i fondi UE in educazione, bandalarga, ferrovie. In quali aree il governo pianifica di ridurre i fondi per cpmpersare queste?
11) Qauli saranno le implicazioni di bilancio della prevista revisione strategica dei programmi co-finanziati da fondi strutturali UE per il periodo 2007-2013? In cosa consiste il ridotto tasso di co-finanziamento nazionale previsto dal governo?
12) Potrebbe il governo fornirci maggiori dettagli sul programma Eurosud per lo sviluppo del mezzogiorno? Quali sono le salvaguardie messe in atto per garantire che i fondi saranno usati appropriamente e in concordanza con le intenzioni?

Human capital
13) Quali saranno le caratteristiche del programma di ristrutturazione per le singole scuole con risultati insoddisfacenti ai test INVALSI?
14) Come il governo intende valorizzare il ruolo degli insegnati nelle singole scuole? Che tipo di incentivi il govenro intende mettere in atto?
15) Potrebbe il governo fornirci maggiori dettagli su come il governo pianifica di aumentare l'autonomia e la competizione tra le università? Che cosa implica in pratica “il maggior grado di manovra nel stabilire la quota di iscrizione”?
16) A riguardo della riforma delle università, quali misure attuative necessitano ancora di essere adottate?

Mercato del lavoro
17) Quali misure concrete il governo sta considerando per promuovere l'occupazione giovanile e femminile? Il governo sta considerando di prendere iniziativa all'interno dello schema degli esistenti accordi e contratti, o sta pianificando di introdurne di nuovi? Se così, che tipo di nuovi accordi e contratti sono previsti?
18) Come funzionerebbe il “credito d'imposta per le aziende che offrono lavoro nelle aree più svantaggiate?” Quali società ne avrebbero diritto? Sarebbe una misura temporanea o permanente?
19) A riguardo delle previste “ nuove regole dui licenziamenti per cause economiche nei contratti di lavoro a tempo indeterminato”, queste riguarderebberò la legislazione che regola i contratti individuali o collettivi? Quale parte della legislazione il governo sta pensando di riformare e in che modo? In quali modi concreti queste misure riducerebbero la segmentazione tra lavoratori permanenti altamente protetti e lavoratori precari? Con questa visione, ci sono dei piani per ridurre l'alto numero (46) di tipologie di contratto di lavoro al momento in esistenza?
20) La prevista applicazione di più vincolate condizioni nel uso di contratti para-subordinati implicherebbe cambiamenti nella contribuzione alla sicurezza sociale o anche nella regolamentazione del lavoro? Se sono previsti anche cambiamenti nelle regolamentazione del lavoro, maggiori dettagli sulle specifiche revisioni che il governo intende introdurre sarebbero apprezzate
21) La dichiarazione dell'Euro summit (26 ottobre 2011) menziona “l'impegno […] a rivedere l'attuale frammentazione del sistema di sussidi alla disoccupazione entro la fine del 2011, tenendo conto dei vincolo di bilancio” ma questo non è incluso nella lettera. Quali sono le intenzioni del governo italiano in questo campo?

Competizione

22) Come il governo intende rafforzare “gli strumenti di intervento con lo scopo di prevenire inconsistenze tra la promozione di parità di condizioni e la regolazioni a livello regionale e locale” dell'autority per la competizione (antitrust ndt)?
23) Riguardo la legge annuale sulla competizione, la lettera sottolinea che le misure sui distributori di carburanti e l'assicurazione obbligatoria dei veicoli sono stati/sono attualmente tengono conto di altri mezzi legisaltive, diversi dall'adozione di questa legge annuale. Significa che la legge annuale sulla competizione che comprende anche le poste e i trasporti (es.: trasporto ferroviario, autostrade e aeroporti) e distributori di energia non sarà adottata?
24) La lettera si riferisce a “misure per rafforzare l'apertura delle professioni e dei servizi pubblici locali”. Potrebbe il governo fornire maggiori dettagli circa i contenuti di queste misure e i settori coinvolti? Capiamo correttamente che c'è l'intenzione di rimuovere le barriere d'accesso alle professioni? In aggiunta, la dichiarazione all'Euro summit (26 ottobre 2011) menziona che l'Italia è impegnata ad “abolire le tariffe minime per i servizi professionali” ma questo non è incluso nella lettera. Quali sono le intenzioni del governo Italiano su questa materia?
25) Potrebbero essere fornite ulteriori informazioni per spiegare quali riforme sono previste nel settore idrico, nonostante il risultato del recente referendum?

Imprenditorialità e innovazione
26) Quali misure il governo sta prevedendo per promuovere la capitalizzazione delle società? Comprendiamo correttamente che il govenro sta considerndo l'introduzione di una Indennità per il capitale sociale delle imprese? Se così, sarebbe questo ristretto a nuovi strumenti?
27) Come l'ambizione del governo di “trasformare aree di crisi in aree di sviluppo” può essere tradotta in misure concrete?
28) Potrebbero essere fornite maggiori informazioni su misure concrete miranti a stimolare l'attività di ricerca e sviluppo delle piccole-medie imprese, includendo l'impatto sulla loro stima di bilancio?

Semplificazione regolamentare e amministrativa
29) Potrebbero essere fornite maggiori informazioni sulle concrete misure di semplificazione dei regolamenti (particolarmente rivolte alle PMI) che sono state previste per identificare e rimuovere legislazione e regolamentazione amministrativa ridondante, e sui modi concreti per migliorare la qualità dell'esistente legislazione e regolazione?
30) Quale sarebbe esattamente il ruolo dell'”ufficio locale del governo”?

Modernizzazione della pubblica amministrazione
31) Quando la Commissione per la Valutazione, Trapsarenza e Integrità della pubblica amministrazione sarà pienamente operativa? Di cosa sarà incaricata tale Commissione?
32) Quando le misure concernenti il personale (mobilità del personale obbligatoria, ridotto tempo di lavoro, revisione dle numero del personale – pubblico impiego ndt) saranno pienamente operative? In particolare, potrebbe il governo descrivere gli accordi di transizione di cui nella lettera per il trasferimento del personale delle provincie alle regioni e ai comuni?
33) Potrebbero essere fornite maggiori informazioni sui progressi fatti nell'attuazione della riforma “Brunetta” in termini di i) introduzione della retribuzione e dell'avanzamento di carriere collegate alla performance e la responsabilità amministrativa per i risultati; e ii) la possibilità di aprire class-action contro le inefficineze del servizio pubblico?

Giustizia
34) Potrebbero essere fornite maggiori informazioni sulle misure specifiche che sono state previste per migliorare l'efficienza nell'amministrazione della giustizia civile?
35) Potrebbero essere fornite maggiori informazioni sul mandato del gruppo tecnico del Ministro della Giustizia?

Infrastrutture e costruzioni
36) La politica del governo in relazione agli aeroporti, ai porti e ai trasporti eccezionali su strata potrebbe essere disposta meglio?

Riforme costituzionali
37) Potrebbero essere fornite maggiori dettagli sulle caratteristiche delle riforme previste (oltre all'introduzione di un vincolo costituzionale al pareggio di bilancio, oggetto della domanda 6 di cui sopra)?
38) In quali dimensione è il risparmio che la riforma delle istituzioni politiche comporta?
39) Potrebbe il governo fornire più dettagli sulle misure miranti a migliorare la governabilità del paese attraverso la riduzione dei parlamentari, così come il ruolo del governo e della maggioranza?

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Lettera di intenti
26 ottobre 2011
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"Caro Herman, Caro Josè Manuel,

 

come concordato nel corso del nostro incontro a Bruxelles, Vi invio il documento che descrive la situazione economico-finanziaria italiana e illustra le misure che intendiamo adottare per una finanza pubblica sostenibile e per creare condizioni strutturali favorevoli alla crescita. I singoli punti sono corredati da un calendario per la loro concreta applicazione.

 

Un forte abbraccio. Silvio"

 

 

 

 

 

 

 

PREMESSA
L'Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo. Quest'estate il Parlamento italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al 2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie all'aumentato avanzo primario, il nostro debito scenderà.
Tuttavia, siamo consapevoli della necessità di presentare un piano di riforme globale e coerente.
La situazione italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più generali che coinvolgono l'intera area europea. Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti sovrani sono, infatti, il segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell'area euro.
Per quel che riguarda l'Italia, consapevoli di avere un debito pubblico troppo alto e una crescita troppo contenuta, abbiamo seguito sin dall'inizio della crisi una politica attenta e rigorosa.
Dal 2008 ad oggi il nostro debito pubblico è cresciuto, in rapporto al Pil, meno di quello di altri importanti paesi europei. Inoltre, la disciplina da noi adottata ha portato a un bilancio primario in attivo. Situazione non comune ad altri Paesi.
Se problemi antichi, come quello del nostro debito pubblico, danno luogo oggi a ulteriori e gravi pericoli, ciò è soprattutto il segno che la causa va cercata non nella loro sola esistenza, ma nel nuovo contesto nel quale ci si è trovati a governarli.

A. I FONDAMENTALI DELL'ECONOMIA

Il Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Il debito pubblico in rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione.

Nel 2014 avremo un avanzo di bilancio (corretto per il ciclo) pari allo 0,5% del PIL, un avanzo primario pari al 5,7% del PIL e un debito pubblico al 112,6% del PIL. Per realizzare questo obiettivo sono state approvate durante l'estate in tempi record due importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno una correzione del deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari rispettivamente a 0,2%, 1,7%, 3,3% e 3,5% del PIL. Nel 2011 si prevede un avanzo primario consistente pari allo 0,9% del PIL. Nonostante l'aumento delle spese per il servizio del debito, questo consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL già nel 2012. I dati relativi ai primi otto mesi dell'anno in corso sono coerenti con questi obiettivi.
È doveroso segnalare che la nuova serie dei conti nazionali indica che nel 2010 il Pil italiano è cresciuto dell'1,5% e non dell'1,3% e, nei due anni della crisi, il Pil si è ridotto meno di quanto prima stimato (-1,2% invece di -1,3% nel 2008 e -5,1% invece di -5,2% nel 2009).
Come conseguenza della revisione contabile operata da Eurostat il rapporto deficit/Pil, che è stato confermato a 4,6% per il 2010, è praticamente allineato a quello della Germania, rivisto dal 3,3% al 4,3%. Si noti, inoltre, che l'Eurostat ha rettificato al rialzo anche i rapporti deficit/Pil della Francia (dal 7% al 7,1%), della Spagna (dal 9,2% al 9,3%), della Grecia (dal 10,5% al 10,6%) e del Portogallo (dal 9,1% al 9,8%).
In conclusione, nel 2010 l'Italia aveva, insieme alla Germania, il comportamento largamente più virtuoso in termini di indebitamento netto in rapporto al Pil.

B. CREARE CONDIZIONI STRUTTURALI FAVOREVOLI ALLA CRESCITA

Siamo ora impegnati nel creare le condizioni strutturali favorevoli alla crescita. Il Governo ritiene necessario intervenire sulla composizione del bilancio pubblico per renderla più favorevole alla crescita.
Con questo obiettivo il Governo intende operare su quattro direttrici nei prossimi 8 mesi:

 

-Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori;
-Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese;
-Entro 6 mesi, l'adozione di misure che favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l'efficacia;
-Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione.

 

Nei prossimi 4 mesi è, ad ogni modo, prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud che storicamente caratterizza e penalizza l'economia italiana. Tale divario si estrinseca in un livello del Pil del Centro-Nord Italia che eguaglia il livello delle migliori realtà europee, e quello del Mezzogiorno, che è collocato in fondo alla graduatoria europea
.A riguardo, l'esecutivo è intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali, impegnandosi in una loro revisione globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di migliorarne l'utilizzo e ridefinirne le priorità in stretta collaborazione con la Commissione Europea. Tale revisione consentirà un'accelerazione, una riconsiderazione delle priorità dell'uso dei Fondi e una regia rafforzata, dove l'Italia è disposta a chiedere un sostegno tecnico alla commissione europea per la realizzazione di questo ambizioso obiettivo. Il programma straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno è definito in maniera evocativa "Eurosud" e nasce dalla convinzione che la crescita del Sud è la crescita dell'Italia intera.
Il Governo, quindi, definirà ed attuerà la revisione strategica dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013. Tale revisione risponde alle Raccomandazioni del Consiglio del 12 luglio 2011 sul Programma Nazionale di Riforma dell'Italia.
Esso si basa su una più forte concentrazione dei Programmi sugli investimenti maggiormente in grado di rilanciare la competitività e la crescita del Paese, segnatamente intervenendo sul potenziale non utilizzato nel Sud, e su un più stringente orientamento delle azioni ai risultati (istruzione, banda larga, ferrovie, nuova occupazione). Tale revisione potrà comportare una riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi comunitari.
Le risorse resesi disponibili a seguito di questa riduzione saranno programmate attraverso un percorso di concertazione tra il Ministro delegato alle politiche di coesione, il Commissario europeo competente e le regioni interessate basato su una cooperazione rafforzata con la Commissione europea attraverso un apposito gruppo di azione.
Tale piano d'azione sarà definito entro il 15 novembre 2011.
La creazione delle condizioni strutturali per la crescita dell'intero Paese passa inevitabilmente per la revisione delle politiche di:

 

a. promozione e valorizzazione del capitale umano;
b. efficientamento del mercato del lavoro;
c. apertura dei mercati in chiave concorrenziale;
d. sostegno all'imprenditorialità e all'innovazione;
e. semplificazione normativa e amministrativa;
f. modernizzazione della pubblica amministrazione;
g. efficientamento e snellimento dell'amministrazione della giustizia;
h. accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia;
i. riforma dell'architettura costituzionale dello Stato.

 

a. Promozione e valorizzazione del capitale umano
L'accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l'anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.
Si amplieranno autonomia e competizione tra Università. Si accrescerà la quota di finanziamento legata alle valutazioni avviate dall'ANVUR e si accresceranno i margini di manovra nella fissazione delle rette di iscrizione, con l'obbligo di destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli studenti meno abbienti. Si avvierà anche uno schema nazionale di prestiti d'onore.
Da ultimo, tutti i provvedimenti attuativi della riforma universitaria saranno approvati entro il 31 dicembre 2011.

b. Efficientamento del mercato del lavoro
È prevista l'approvazione di misure addizionali concernenti il mercato del lavoro.
1. In particolare, il Governo si impegna ad approvare entro il 2011 interventi rivolti a favorire l'occupazione giovanile e femminile attraverso la promozione: a. di contratti di apprendistato contrastando le forme improprie di lavoro dei giovani; b. di rapporti di lavoro a tempo parziale e di contratti di inserimento delle donne nel mercato del lavoro; c. del credito di imposta in favore delle imprese che assumono nelle aree più svantaggiate.
2. Entro maggio 2012 l'esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro a. funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato; b. più stringenti condizioni nell'uso dei "contratti para-subordinati" dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato.


c. Apertura dei mercati in chiave concorrenziale
Entro il 1° marzo 2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell'Autorità per la Concorrenza per prevenire le incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale. Verrà generalizzata, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti territoriali.
Le principali disposizioni contenute nella bozza di disegno di legge sulla concorrenza riguardano i settori della distribuzione dei carburanti e dell'assicurazione obbligatoria sui veicoli. Le misure relative al mercato assicurativo sono state definite all'interno di una proposta di legge di iniziativa parlamentare, che è già stata approvata dalla camera dei deputati ed è attualmente all'esame del senato. Le misure concernenti i mercati della distribuzione carburanti sono state integralmente inserite nel Decreto Legge n.98/2011 e pertanto sono già in vigore. Si è preferito adottare uno strumento legislativo quale il decreto che garantisce l'immediata efficacia degli interventi. nel medesimo decreto legge sono state inserite anche altre disposizioni di apertura dei mercati e liberalizzazioni, tra cui si ricorda in particolare la liberalizzazione in via sperimentale degli orari dei negozi. Nel frattempo, fra i primi in Europa, l'Italia ha aperto alla concorrenza il mercato della distribuzione del gas: sono stati adottati e saranno a breve pubblicati nella gazzetta ufficiale i regolamenti che disciplinano le gare per l'affidamento della distribuzione del gas in ambiti territoriali più ampi dei comuni.
Già con il Decreto Legge n.138/2011 sono state adottate incisive misure finalizzate alla liberalizzazione delle attività d'impresa e degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. In particolare già si prevede che le tariffe costituiscano soltanto un riferimento per la pattuizione del compenso spettante al professionista, derogabile su accordo fra le parti. Il provvedimento sullo sviluppo conterrà recherà altre misure per rafforzare l'apertura degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali.
Sempre in materia di ordini professionali, nella manovra di agosto, in tema di accesso alle professioni regolamentate, è stato previsto che gli ordinamenti professionali debbano garantire che l'esercizio dell'attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l'effettiva possibilità di scelta degli utenti nell'ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti. Inoltre, già in sede di conversione della manovra di luglio (DL n. 98/2011) è stato previsto che il Governo, sentita l'Alta Commissione per la Formulazione di Proposte in materia di Liberalizzazione dei Servizi, elaborerà proposte per la liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da presentare alle categorie interessate. Dopo 8 mesi dalla conversione del decreto legge, tali servizi si intenderanno liberalizzati, salvo quanto espressamente regolato.
Verranno rafforzati i presidi a tutela della concorrenza nel campo dei servizi pubblici locali, con l'introduzione a livello nazionale di sistemi di garanzia per la qualità dei servizi nei comparti idrico, dei rifiuti, dei trasporti, locali e nazionali e delle farmacie comunali, seguendo rispettivamente questa sequenza temporale 3 mesi, 6 mesi, 9 mesi e 12 mesi.
Per quanto riguarda la riforma dei servizi pubblici locali che il Governo italiano - riprendendo quanto già previsto dall'articolo 23 bis del DL 112/2008 - ha approvato nella manovra di agosto 2011 escludendo il settore idrico a seguito di un referendum popolare. Con le disposizioni che si intende varare si rafforza il processo di liberalizzazione e privatizzazione prevedendo che non è possibile attribuire diritti di esclusiva nelle ipotesi in cui l'ente locale affidante non proceda alla previa verifica della realizzabilità di un sistema di concorrenza nel mercato, ossia di un sistema completamente liberalizzato. Inoltre, viene previsto un ampliamento delle competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché un sistema di benchmarking al fine di assicurare il progressivo miglioramento della qualità di gestione e di effettuare valutazioni comparative delle diverse gestioni.

d. Sostegno all'imprenditorialità e all'innovazione
Entro il 2011, al fine di favorire la crescita delle imprese il Governo prevede di utilizzare la leva fiscale per agevolare la capitalizzazione delle aziende, con meccanismi di deducibilità del rendimento del capitale di rischio. Verranno potenziati gli schemi a partecipazione pubblica di venture capital e private equity, preservando la concorrenza nei relativi comparti.
Il Governo trasformerà le aree di crisi in aree di sviluppo, rendendo più semplice ed efficace la procedura per definire i programmi di rilancio, che potranno essere finanziati anche con risorse comunitarie.
Forte impegno dell'esecutivo verso le PMI, destinando loro il 50% delle risorse non utilizzate ogni anno del Fondo Rotativo per il Sostegno alle imprese e per gli investimenti in ricerca.
Questi interventi – insieme al Contratto di Sviluppo, già operativo – rientrano a pieno titolo nell'ambito del riordino generale degli incentivi contenuto nello Statuto delle Imprese, che diventerà legge nelle prossime settimane.
Per garantire la liquidità delle imprese si prevede un sistema di certificazione di debiti delle Pubbliche Amministrazioni locali nei confronti delle imprese stesse al fine di consentire lo sconto e successivo pagamento da parte delle banche, in conformità alle procedure di calcolo Eurostat e senza impatto addizionale sull'indebitamento della Pubblica Amministrazione.

e. Semplificazione normativa e amministrativa
Il Governo incentiva la costituzione di "zone a burocrazia zero" in tutto il territorio nazionale in via sperimentale per tutto il 2013, anche attraverso la creazione dell'U.L.G. – Ufficio Locale dei Governi quale autorità unica amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato esclusi.
Il Governo mira a semplificare la costituzione del bilancio delle S.r.l., la digitalizzazione del deposito dell'atto di trasferimento delle quote delle società e lo snellimento in materia di vigilanza delle società di capitali e degli organi di controllo.
I rapporti con la pubblica amministrazione diventeranno più snelli grazie alla completa sostituzione dei certificati con delle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione resteranno valide solo nei rapporti tra privati.
I controlli sulle imprese si ispireranno a criteri di semplicità e proporzionalità, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni che possano recare intralcio al normale esercizio delle attività imprenditoriali.
Da ultimo, per quanto riguarda la semplificazione amministrativa verrà completata nei prossimi 6 mesi la strategia di revisione della regolamentazione settoriale, elaborando proposte puntuali di semplificazione dei procedimenti e monitorandone gli effetti. Verrà rafforzata e accelerata l'attuazione del programma di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi derivanti da obblighi di tipo informativo previsti da leggi statali (MOA). Inoltre, ove la disciplina sia di fonte regionale e locale, verranno rafforzati ed estesi gli incentivi previsti dalla manovra estiva per i procedimenti amministrativi relativi all'avvio e alla svolgimento dell'attività d'impresa. L'obiettivo è quello di migliorare il posizionamento dell'Italia nella graduatoria internazionale relativa al Doing Business, nei prossimi 3 anni.

f. Modernizzazione della pubblica amministrazione
La pubblica amministrazione è un volano fondamentale della crescita. Stiamo creando le condizioni perché la pubblica amministrazione sia pronta ad accompagnare la ripresa, svolgendo una funzione di servizio allo sviluppo e non di zavorra burocratica. Ecco perché la semplificazione, la trasparenza e la meritocrazia sono fondamentali. Un tassello rilevante è costituito dalla piena attuazione della Riforma Brunetta della pubblica amministrazione, in particolar modo dalle misure che rafforzano il ruolo della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche (istituita nel dicembre del 2009) e le cui competenze saranno integrate con il disegno di legge in materia di anticorruzione, già approvato dal Senato, e attualmente all'esame della Camera dei Deputati. Esso rappresenta un passaggio importante per la completa implementazione della riforma della pubblica amministrazione in quanto individua una nuova governance per l'attività di prevenzione e contrasto della corruzione, affidando le funzioni alla Commissione e individuando con estrema puntualità le modalità di accrescimento del livello di trasparenza della pubblica amministrazione.
Per rendere più efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa la pubblica amministrazione tanto a livello centrale quanto a livello degli enti territoriali (oltre al vigente blocco del turnover del personale) renderemo effettivi con meccanismi cogenti/sanzionatori: a. la mobilità obbligatoria del personale; b. la messa a disposizione (Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente riduzione salariale e del personale; c. il superamento delle dotazioni organiche.
Contestualmente all'entrata in vigore della legge costituzionale recante l'abolizione e la razionalizzazione delle province è prevista l'approvazione di una normativa transitoria per il trasferimento del relativo personale nei ruoli delle regioni e dei comuni.

g. Efficientamento e snellimento dell'amministrazione della giustizia

Proseguendo sulla linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il contrasto della litigiosità e la prevenzione del contenzioso (anche attraverso la costituzione presso il Ministero della Giustizia di un gruppo tecnico che individui situazioni a forte incidenza di litigiosità e proponga specifici interventi di contrasto). Entro il 30 aprile 2012 verrà completato il progetto in corso presso il Ministero della Giustizia per la creazione di una banca dati centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari. Verranno rafforzati i meccanismi incentivanti per gli uffici virtuosi di cui alla Legge n. 111 del 2011. L'obiettivo è quello della riduzione della durata delle controversie civili di almeno il 20 per cento in 3 anni.

h. Accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia
Oltre alla realizzazione degli investimenti già concordati con le società concessionarie, il Governo solleciterà una maggiore partecipazione degli investitori privati, definendo entro il 31 dicembre 2011 standard contrattuali tipo che facilitino il ricorso al project financing, con una più chiara ed efficiente allocazione dei rischi tra le parti e accrescendo le certezze sulla redditività dell'opera e la prevenzione di comportamenti di tipo monopolistico nella determinazione dei pedaggi. Verrà rafforzata la qualità della programmazione finanziaria pubblica, definendo obiettivi pluriennali di spesa e concentrando le risorse su progetti considerati strategici.
Il Governo è impegnato nella definizione nelle prossime 10 settimane di alcune opere immediatamente cantierabili, su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che potranno beneficiare, a titolo di contributo al finanziamento, della defiscalizzazione (IRAP, IRES) a vantaggio dei concessionari dell'opera stessa. Inoltre sono previste una serie di semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure di approvazione dei progetti da parte del CIPE e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali per garantire alle PMI un accesso facilitato.
Si prevede lo sblocco degli investimenti privati grazie alla semplificazione delle procedure relative ai contratti di programma dei maggiori aeroporti italiani. Infine, sono previste norme mirate all'ottimizzazione delle gestioni negli impianti portuali e di semplificazione in materia di trasporto eccezionale su gomma.
Da ultimo, è in corso di predisposizione una garanzia "reale" dello Stato (attraverso propri beni immobili, e non solo di natura finanziaria) per i mutui prima casa di giovani coppie, prive di contratto di lavoro a tempo indeterminato. Questo garantirà un nuovo impulso al mercato immobiliare e alle nuove famiglie.

i. Riforma dell'architettura costituzionale dello Stato

Il Governo italiano è impegnato in un processo di complessiva riforma costituzionale. Essa riguarda tanto l'assetto costituzionale dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le condizioni di sviluppo del mercato e una disciplina più rigorosa delle finanze pubbliche.
Pur nella complessità del processo di revisione costituzionale l'Italia intende giungere all'approvazione della prima lettura di tali disegni di legge costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi.
In particolare, quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:

a. Disegno di legge (già approvato in prima lettura alla Camera) sulla modifica dell'elettorato attivo e passivo per l'elezione al Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile alla vita politica.
b. Due disegni di legge (all'esame del Parlamento) di riforma complessiva dell'organizzazione dei vertici delle istituzioni politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero dei parlamentari, all'abolizione delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore efficienza dei meccanismi decisionali e al rafforzamento del ruolo dell'esecutivo e della maggioranza.

Sul secondo versante, relativo alla disciplina del mercato e al rigore della finanza pubblica, si prevede:
a. Un disegno di legge (la cui approvazione è in corso proprio in questi giorni presso la Camera dei deputati) di riforma degli articoli della costituzione relativi alla libertà di iniziativa economica e alla tutela della concorrenza, nonché alla riforma della pubblica amministrazione in funzione della valorizzazione dell'efficienza e del merito.
b. Un disegno di legge sull'introduzione del vincolo di pareggio di bilancio sul modello già seguito in altri ordinamenti europei. A tal fine si deve ricordare che l'articolo 138 della Costituzione Italiana impone che le leggi costituzionali ad intervallo non minore di tre mesi. Quindi, anche con la massima celerità possibile, le riforme costituzionali richiedono dei tempi minimi imprescindibili. Le conseguenti leggi attuative saranno successivamente attuate senza indugio, non essendovi vincoli temporali nell'ambito della Costituzione.


C. UNA FINANZA PUBBLICA SOSTENIBILE

Le pensioni
Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi.
Grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026.
Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l'accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all'evoluzione della speranza di vita.
 

La delega fiscale e assistenziale previdenziale
Il provvedimento di iniziativa governativa è già all'esame del Parlamento e sarà approvato, entro il 31 gennaio 2012, quindi con tempi compatibili all'emanazione dei provvedimenti delegati entro il 2012. Comunque, anche al fine di accrescere la fiducia degli investitori, nel rispetto del percorso di risanamento programmato, il Governo ha fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le risorse che saranno reperite con l'esercizio della delega per la riforma dei sistemi fiscale e assistenziale sulla base degli attuali regimi di favore fiscale e delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti inefficienze ad oggi individuate.
Tali risorse ammontano ad almeno 4 miliardi di euro nell'anno 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014. Contestualmente, per dare massima garanzia sul rispetto dei saldi è stata introdotta una clausola di salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo nell'attuazione della delega oltre il 30 settembre 2012, le agevolazioni fiscali vigenti saranno ridotte del 5% per l'anno 2012 e del 20% a decorrere dal 2013. In alternativa, anche parziale, si è stabilita la possibilità di disporre con decreto del Presidente del consiglio, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, la rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l'accisa.
In breve, qualora la delega non fosse esercitata entro il 30 settembre 2012 o le nuove disposizioni fiscali e assistenziali non siano in grado di garantire un sufficiente effetto positivo sul deficit (almeno 4 miliardi nel 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014), si avrà una riduzione automatica delle agevolazioni fiscali che garantirà comunque il raggiungimento degli obiettivi di risparmio. Viceversa, se la delega verrà esercitata entro il termine e le nuove disposizioni garantiranno effetti di risparmio almeno pari a quelli previsti, non si procederà dunque al taglio automatico delle agevolazioni.

Le dismissioni

Entro il 30 novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all'anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di privatizzazione delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti di investimento locali.

La razionalizzazione della spesa pubblica

Il Governo ribadisce l'impegno a definire entro il 31 dicembre 2011 il programma per la riorganizzazione della spesa previsto dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto riguarda: l'integrazione operativa delle agenzie fiscali; la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell'amministrazione dello Stato e degli enti della previdenza pubblica in modo da creare sinergie e ottimizzare l'uso delle risorse; il coordinamento delle attività delle forze dell'ordine; la razionalizzazione dell'organizzazione giudiziaria nel suo complesso in modo da accelerare i tempi della giustizia civile; e la riorganizzazione della rete consolare e diplomatica. Il Governo attuerà i primi interventi dal 1° gennaio 2012 e darà conto dei progressi realizzati con cadenza trimestrale.

Debito pubblico
Entro il 31 dicembre 2011, il governo affiderà l'elaborazione di un piano organico per l'abbattimento del debito attraverso anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di prestigio, in collaborazione con gli enti territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali ed internazionali.

Il costo degli apparati istituzionali
Il Governo riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a ridurre i costi degli apparati istituzionali. In particolare, verrà perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle provincie e la riallocazione delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare un significativo snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi. Verrà rafforzato il regime di incompatibilità fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo.

Il pareggio di bilancio
Il disegno di legge di riforma della Costituzione in materia di pareggio di bilancio è già all'esame della Camera dei Deputati. L'obiettivo è quello di una sua definitiva approvazione entro la metà del 2012.
Con le modifiche introdotte con la Legge n.39/2011 alla "Legge di contabilità e finanza pubblica (L. 196/2009) è stata rivista la normativa relativa alle coperture finanziarie delle leggi a vantaggio del rafforzamento della relativa disciplina fiscale. In particolare, per la copertura degli oneri correnti della legge di stabilità è stata circoscritta la possibilità di utilizzare il miglioramento del risparmio pubblico, escludendo la possibilità di finanziare con tali risorse nuove o maggiori spese correnti.
Definire le ulteriori misure correttive eventualmente necessarie
Il Governo monitorerà costantemente l'andamento dei conti pubblici. Qualora il deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il Governo interverrà prontamente. L'utilizzo del Fondo per esigenze indifferibili sarà vincolato all'accertamento, nel giugno del 2012, di andamenti dei conti pubblici coerenti con l'obiettivo per l'indebitamento netto del prossimo anno.

 

D. CONCLUSIONI
Siamo sicuri che, con l'impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a fronteggiare problemi che riguardano l'intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un'Europa più forte e più coesa.

 

Tra 8 settembre e Caporetto
una metamorfosi del Belpaese?
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Tra il 26 ottobre e l’8 novembre si consuma un pezzo di storia del Belpaese durata 17 anni, è la storia del nostro presente. E questa storia, al di là della confusione mediatica e dell’ordine confusivo e incoerente degli eventi si può raccontare prima che se ne perda memoria. I documenti, le fonti “storiche”, sono in rete, alla portata di tutti. La lettera di Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica in data 26 ottobre e la risposta in data 4 novembre. Eccole, e forse occorre partire da qui. Sono allegate a questo testo e meritano di essere lette “a futura memoria” perché, in qualche modo, ne parleranno gli storici, ma anche perché costituiscono un rapido correre del tempo, quel susseguirsi di eventi pubblici essenziali che gli storici si sono da sempre impegnati a interpretare e raccontare.
Storia istantanea
11 novembre 2011
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“L'immagine plastica di quello che sta accadendo l'hanno avuta i passeggeri del volo che ieri pomeriggio ha portato Monti da Milano (dove ha fatto scalo in arrivo da Berlino) a Roma. Quando alle 15.30 l'Az in arrivo dalla Capitale si avvicina al finger di Linate, una flottiglia di auto blu a sirene spiegate recupera un gruppetto di ministri di rientro dai palazzi romani. Dal finestrone del gate ad osservare la scena c'è proprio Mario Monti. Il neo senatore a vita è solo, seduto insieme agli atri viaggiatori che aspettano l'imbarco. In mano stringe un trolley e sulla spalla porta una sacca di tela blu: sopra c'è scritto "EU Antitrust", un ricordo dei dieci anni vissuti da commissario europeo a Bruxelles. Un altro viaggiatore che assiste alla scena lo avvicina: "Professore, ci salvi lei". Poi Monti si imbarca, siede al posto 1C e si mette a leggere. Al suo arrivo a Roma lo prende in consegna una Lancia Thesis blu messa a disposizione del Quirinale”. (la Repubblica – 11 novembre)

 

È possibile scrivere una storia istantanea degli eventi? Tradurli cioè in paradigmi narrativi che si iscrivono nel presente resuscitando il passato e conciliandolo con un futuro possibile?
Questo racconto, vero o falso che sia, devo confessarlo, suscita qualche emozione e per questo tramite ci introduce alla storia che nel quotidiano stiamo vivendo: ne spiega il passato e tenta di riconciliarla con il futuro che è proprio il passato a generare. Lo stesso ne è della vicende che hanno accompagnato la caduta del governo Berlusconi e dato vita alla rappresentazione mediatica dell’evento: canti, insolenze liberatorie, te deum di ringraziamento, parole lasciate in libertà che stavano dentro e hanno preso corpo di azione collettiva. La piazza e il scendere in piazza, “bella ciao”, monetine … L’arsenale simbolico del passato da vita al presente perché la Storia si fa così ed è questo il senso delle storie a cui partecipiamo e che ci raccontiamo.
Un recentissimo sondaggio precisa che il 96% degli intervistati si attende un governo di soli tecnici, senza nessun politico. Un governo, si potrebbe dire, dell’antipolitica e forse è proprio così. Ma le metafore e le similitudini si sprecano. Naturalmente non vi è nessuna simmetria e similitudine possibile tra i 17 anni di berlusconismo e il Ventennio di cui quasi non portiamo memoria, ma si tratta di regimi politici e cioè di sistemi di potere rigidi, cristallizzati e, nella sostanza immobili. Sistemi complessi e coesi nella loro innumerevoli componenti che fanno stile di vita, cultura diffusa, insieme stabile di relazioni e regole di comportamento. Questo sì.
Altre possibili simmetrie?
Il governo Berlusconi è caduto perché ha perso la guerra che sembrava voler ingaggiare nel laboratorio ideologico delle sue origini: liberismo estremo, anticomunismo militante, fare i soldi coi soldi, violare le regole materiali e morali che impediscono il libero gioco degli interessi individuali e di gruppo. Per effetto dei fondamentali fragili di una economia arretrata e priva di innovazione, di una classe politica e dirigente blindata nei suoi privilegi e radicata nelle sue incompetenze, è facile ricordare un lontano passato: un esercito straccione, generali e gregari incompetenti, una retorica che diviene menzogna consapevole e sistematica. Teatro mediatico, schermo che sostituisce la piazza, censure e censure, menzogne e menzogne.
Ora che gli Alleati sono sbarcati ad Anzio (e il nostro sistema produttivo è alla mercé del nemico e la guerra è perduta, tradimenti, fughe, voltafaccia, mimesi. Dicono che quando lo speaker della Radio Italiana (l’ERI di buona memoria) nel leggere, il 25 luglio ’43, il decreto della caduta del governo Mussolini se con una mano stringeva il foglio con il quale si cambiava il destino d’Italia e si apriva la strada alla guerra civile, con l’altra si toglieva la “cimice” (il distintivo del Partito fascista) con la quale aveva convissuto per anni in una illusione di miserabile protezione.
Tra il 25 luglio e l’8 settembre non fu più possibile nutrirsi di illusioni e incompetenze. Ma il regime, con un manipolo di disperati incuranti delle sorti del Belpaese, sopravvisse alla catastrofe che aveva preparato e consapevolmente voluto. Diede vita a un parlamento nel Nord, spaccò la convivenza nazionale e, nella menzogna, suggellò la generale sconfitta.
Furono anni bui di sofferenze, macerie, miserie e solitudine.

 

Alla luce di questi appannati ricordi il raccontino posto in premessa resuscita un clima di smarrito pessimismo e di inquietudini, ma anche di accettazione della realtà: mentire a sé stessi non sembra più possibile. Vi è nella scena un’Italia profonda, vagamente normale, disposta a resistere nella tempesta immaginando una Italia migliore. Visono le premesse di una rivolta morale. Forse gli italiani ci sono e l’Unità si può fare.

 

Roberto Moro

 

testi correlati al dossier
“storia istantanea: 25 luglio – 8 settembre 2011”

Storia istantanea - “professore ci salvi lei” [editoriale]
Roberto Moro – “La storia del Belpaese tra passato e futuro” [saggio]
Roberto Moro – “Mario Monti. La linea del Piave” [editoriale]
Dopo le dimissioni – “La lenta e apparente fine di un ciclo politico” [editoriale]
Tra 8 settembre e Caporetto – “Quel che l’Italia offre all’Europa, quel che l’Europa chiede all’Italia” [documento]
Roberto Moro – “Ma l’Italia è davvero un Belpaese?” [saggio]

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