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Governorenzi1 - Il Manifesto del declino
I primi 131 giorni del Governo Renzi
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Gli annunci si susseguono a ritmo incalzante: una rifoma al mese (in Italia!). Cambia il lavoro, cambiano fisco casa e pensioni, cambia la RAI, cambiano le professioni, le famiglie, i tribunali, cambia la scuola e l’Università, il CNEL, la legge elettorale, il Senato, la Costituzione e … l’elenco non è finito. Si cambia anche l’Europa, “perché cambiare è il nostro stile di vita”, è stato detto ad Obama. L’epoca delle barzellette è finita e adesso,ora, si fa sul serio.
Matteo Landoni
una bottega di buone intenzioni, un festival delle retorica
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Innovazione è ormai una parola di uso comune, inflazionata e svalutata. Ma nel nostro paese si è formata una “cultura” dell’innovazione? E davvero vi è una politica dell’innovazione? Una rilettura attenta dei discorsi programmatici dei Governi repubblicani offre qualche sorpresa: un lessico povero e incerto, un balbettio e un festival delle retorica.
Edmondo Rho
Il declino del berlusconismo, cronache e retroscena
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Nel 2011 Berlusconi lancia una sorta di referendum su se stesso: “Scendo in campo direttamente, così vinciamo al primo turno evitando il ballottaggio” è il suo mantra elettorale. Ma il presidente del Consiglio non fa bene i conti: intanto ci sono i voti del Terzo Polo da togliere al centrodestra, nel 2006 andati invece quasi tutti alla Moratti. Infatti il 15 e 16 maggio 2011 ottiene il 5,54%, con 36.471 voti, il candidato sindaco del Terzo Polo, il presidente uscente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, esponente di Forza Italia passato a Futuro e libertà. E poi la realtà è che, oltre 17 anni dopo la sua ‘discesa in campo’, il Cavaliere sembra aver perso il leggendario magic touch elettorale che l’aveva quasi sempre contraddistinto: soprattutto, paga una duplice crisi di consensi, rispetto a come ha governato in città la Moratti ma anche rispetto alle scelte del governo nazionale guidato dallo stesso Berlusconi.
Guido Crainz
Le radici dell’Italia attuale
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L'interrogarsi sulla «anomalia italiana» è stato un carattere costante della storiografia e del dibattito politico ma raramente ha assunto i toni che lo hanno caratterizzato nei primi anni novanta. Non mancavano certo ragioni. L'affermarsi impetuoso della Lega Nord sembrava mettere in discussione l'unità nazionale e rinvigorire polemiche antimeridionali e antistatuali d'antica data: esse erano alimentate ora dal colossale spreco di risorse e dal dissesto dell'intervento pubblico, e da un'offensiva senza precedenti delle organizzazioni mafiose. Ben lungi dall'esser confinato al Sud, il disastro dello Stato aveva però una clamorosa conferma nella «capitale morale»: i giudici milanesi rivelavano una «Tangentopoli» che si era estesa in tutta Italia e contribuivano così al crollo del sistema politico sin lì dominante.
2009
La societa' italiana e' una societa' testardamente replicante.
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Giunto alla quarantatreesima edizione, il Rapporto Censis affronta l'analisi e l'interpretazione dei più significativi fenomeni socioeconomici del Paese. Le Considerazioni generali introducono il Rapporto sottolineando come quella italiana sia una società replicante, che di fronte alla crisi ha riproposto il tradizionale modello adattativo-reattivo. Al tempo stesso, si segnalano quattro grandi processi di trasformazione: la complessa ristrutturazione del terziario, il protagonismo del mondo delle imprese, il ritorno agli interessi agiti rispetto al primato delle opinioni, il silenzioso sfarinamento del lungo ciclo dell'individualismo "fai da te". Nella seconda parte, La società italiana al 2009, vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell'anno: i soggetti privati sul filo della crisi, l'impoverimento della dimensione pubblica, la centralità della variabile tempo. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro e la rappresentanza, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti economici, i media e la comunicazione, il governo pubblico, la sicurezza e la cittadinanza.
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